LA FREQUENZA 432 Hz: PERCHÉ VOGLIONO IMPEDIRTI DI ASCOLTARE IL MONDO PRIMA CHE LO MANIPOLASSERO.

LA FREQUENZA 432 Hz: PERCHÉ VOGLIONO IMPEDIRTI DI ASCOLTARE IL MONDO PRIMA CHE LO MANIPOLASSERO.

Ci sono teorie complottiste che la gente ride, perché è più facile ridere che pensare.
E poi ci sono teorie complottiste che fanno paura.
Quella della frequenza 432 Hz appartiene alla seconda categoria.

E, indovinate?
È proprio per questo che l’hanno derisa così tanto: perché è vera abbastanza da far tremare chi muove i fili.

IL GRANDE PASSAGGIO AI 440 Hz: UNA RISATA, UN ORDINE, UNA RESA

La storia ufficiale dice che nel 1953 qualcuno, da qualche parte, ha deciso che la nota “La” doveva vibrare a 440 Hz.
Che coincidenza perfetta: un cambiamento globale, improvviso, accettato ovunque senza discussioni e senza opposizioni.

Una frequenza imposta, come si impone un farmaco.
O una divisa.

Chi ha deciso?
Perché?
Con quale urgenza?

Silenzio.
Sempre lo stesso, immutabile, programmato.

432 Hz – NOTA NATURALE, NOTA SCOMODA

La teoria, che tanto vi fa ridere, dice che 432 Hz è la frequenza naturale, quella dell’armonia del corpo umano, della Terra, del battito cosmico.

Io dico: non solo è plausibile.
È ovvio.

432 è un numero pulito, che vibra in risonanza con strutture geometriche e proporzioni antiche quanto l’uomo.
440 è un numero spezzato, artificiale, imposto.

Ora, ditemi voi:
quale dei due sembra figlio della natura e quale figlio di un laboratorio?

MA PERCHÉ ALTERARE L’ACCORDATURA MONDIALE?

Per lo stesso motivo per cui cambiano le luci delle città, le formule degli psicofarmaci, la progettazione dei social, la velocità dei contenuti, il volume della pubblicità.

Perché vogliono controllare le tue reazioni.
Tutte.
Sempre.

Una frequenza può calmarti.
Una frequenza può agitarti.
Una frequenza può tenerti in uno stato di nervosismo costante che ti rende più docile, più distratto, più vulnerabile.

La musica a 440 Hz non ti deve piacere.
Ti deve assuefare.
È diverso.

IL MITO DEL COMPLOTTO? O UN PROGRAMMA BEN STUDIATO?

Non è un caso che il passaggio ai 440 Hz avvenga nello stesso secolo in cui esplodono:

  • la guerra psicologica,
  • gli studi sulle frequenze cerebrali,
  • gli esperimenti sui comportamenti di massa,
  • la nascita dell’industria musicale mondiale.

Non è un caso che tutte le istituzioni si allineino senza battere ciglio.

Non è un caso che ogni volta che qualcuno prova a riportare la musica ai 432 Hz venga etichettato come folle, hippie, fricchettone, ignorante.

È la solita strategia:
ridicolizza ciò che non puoi controllare.

L’hanno fatto con chi denunciava l’inquinamento.
Con chi parlava di sorveglianza digitale.
Con chi non si fidava dei protocolli medici.
E ovviamente con me, quando ho pubblicato Operazione Camelot.
Gli stessi sghignazzi.
Le stesse difese d’ufficio del “razionalismo”.
La stessa vigliaccheria travestita da buon senso.

PROVATE A RIASCOLTARE A 432 Hz. DAVVERO.

È semplice.
Convertite un brano.
Ascoltatelo.

Sentite come si allarga il respiro?
Come il ritmo smette di schiacciarvi?
Come la melodia torna liquida, morbida, meno aggressiva?

Sentite quella sensazione di lucidità?
Quella calma strana?

Ecco, quello è il problema.
Il loro problema.

Perché una mente calma pensa.
Una mente calma si accorge.
Una mente calma non obbedisce.

QUINDI, COM’È LA DOMANDA?

Quella che ai miei lettori parte più affezionati tremano le mani solo a leggerla.

Lì c’era un complotto?

No.
Ce n’erano due:
uno sulla frequenza e uno su di voi, che avete deciso di non ascoltare più nemmeno voi stessi.

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