Il Regime degli Invisibili

Il Regime degli Invisibili

Nel suo libro più controverso, Dario Pernigotti squarcia il velo che separa la percezione comune dalla realtà sotterranea del potere. Il Regime degli Invisibili indaga l’ascesa di un’élite senza volto, una minoranza tecnocratica che ha abbandonato da tempo la condizione umana per fondersi con reti di algoritmi, infrastrutture opache e organismi sovranazionali che rimandano con palese evidenza a entità extraterrestri.

Pernigotti non si limita a descrivere una cospirazione di potere: allarga la lente fino a includere riflessioni filosofiche sulla stessa natura della specie umana nel XXI secolo. Seguendo, in chiave narrativa e critica, alcune delle idee del filosofo contemporaneo Nick Bostrom — noto per aver esplorato i potenziali esiti futuri del transumanesimo, i rischi esistenziali legati alle tecnologie avanzate e persino l’ipotesi che potremmo vivere in una simulazione — Il Regime degli Invisibili implica che le questioni di dominio non riguardino solo il controllo politico o economico, ma la forma stessa della nostra esistenza. 

Nel libro, il concetto di potere invisibile si intreccia con le paure e le possibilità delineate da Bostrom: la trasformazione radicale dell’essere umano tramite tecnologia (transumanesimo) e la prospettiva che una superintelligenza o un insieme di tecnologie così avanzate da essere indistinguibili da agenti autonomi possano sfuggire al controllo umano. Pernigotti interpreta queste riflessioni filosofiche come indizi di un piano ben più profondo di quanto la maggior parte delle persone possa immaginare — non semplici progressi tecnici, ma strumenti di un nuovo ordine che ridefinisce chi e cosa siamo. 

Quello che emerge è un apparato invisibile che si considera non solo superiore, ma post-umano: individui riuniti in una struttura non dichiarata, che comunicano tramite protocolli cifrati e operano al di fuori di ogni norma giuridica o morale condivisa. L’obiettivo del Regime non è soltanto il controllo esterno, ma la riscrittura delle regole della realtà — trasformando l’umanità in una versione tecnicamente “superiore” o completamente subordinata alle sue disposizioni.

Pernigotti combina documenti declassificati, rapporti scientifici distorti e testimonianze di chi avrebbe incrociato questi “governanti fantasma”. Il risultato è un viaggio attraverso i piani alti del potere che nessuno ammette di conoscere, dove le teorie della filosofia del futuro si intrecciano con l’ombra di un potere globale che vuole trasformare l’essere umano in un’entità aggiornabile, prevedibile e governabile.

Un libro che non offre conforto, ma domande. E che insinua un sospetto devastante: forse il futuro non lo decidono solo quelli che vediamo, ma quelli che non abbiamo mai avuto il permesso di guardare.

Subscribe to Sottolinea

Don’t miss out on the latest issues. Sign up now to get access to the library of members-only issues.
jamie@example.com
Subscribe